Essere senza essere.
Al Fano recita
da vero attore la farsa della scissione, che scissione non è;
interpreta il ruolo del contestatore, ma senza contestare
nulla; si propone come innovatore senza rinnovare nulla, anzi
ribadendo fedeltà, gratitudine, affetto, riconoscenza al capo di
ieri, di oggi e di domani; si è messo a capo di un manipolo
sceltissimo di fedelissimi di Berlusconi, per cui lo stesso
leader della destra, pur mostrando una fittizia delusione,
anticipa future alleanze identificando il gruppo di Al Fano,
come un gruppo intrinseco alla progettualità di FI.
I delusi del
PdL, quelli che hanno capito le esigenze personalistiche di
Berlusconi, dovrebbero trovare in questo Nuovo centrodestra il
nuovo approdo in una destra deberlusconizzata, mentre
deberlusconizzata non è, dipendendo in tutto e per tutto (ivi
compresi i finanziamenti sottobanco) dall'antico, ma sempre
presente padre/padrone.
Essere senza
essere, avere senza possedere, decidere senza contrastare,
progettare ubbidendo agli ordini, sostenere il governo per
poterlo meglio ricattare, giocare ad essere maggioranza con lo
sguardo fisso all'opposizione, questa la sintesi del Nuovo
centrodestra, che nuovo non è, in quanto si tratta di una
fotocopia della vecchia Democrazia Cristiana e le sue correnti,
attraverso le quali occupava tutti gli spazi politici dalla
maggioranza all'opposizione, alla mediazione e, quando serviva,
al ricatto.
Niente di
nuovo sotto il sole, anche se viene usato il linguaggio della
politica, che politica non è mancando la tutela degli interessi
superiori della nazione.
Rosario Amico
Roxas
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