
SiciliAntica
Enna
Sede Giovanni Pettinato
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Comunicato del
25/03/2014 sui lavori al Castello di Lombardia di Enna
Grazie alla segnalazione di un cittadino su un social network
abbiamo appreso con grande stupore e indignazione di lavori
eseguiti sulla parte bassa della cinta muraria di nord-ovest del
Castello di Lombardia nel tratto che va dal piazzale Euno
all’angolo della scalinata dell’accesso secondario nord, dove
per una lunghezza di circa una
trentina metri è stata scavata
da un mezzo meccanico la base rocciosa sulla quale sorge il
Castello.
Accorsi sul luogo del “delitto” si cerca di capire l'entità dei
lavori, la ditta, il committente, ma
non c'è traccia del cartello di
cantiere. Strana questa
aggressione al monumento simbolo della città di Enna, specie in
un luogo sottoposto a rigoroso vincolo
archeologico e monumentale.
Mesi addietro, la caduta di alcune pietre,
rotolate dalla parte medio-alta
del costone roccioso, dovuta
in parte all’azione delle radici
della vegetazione (in alcuni punti veri e propri alberi),
comportò la chiusura parziale del
tratto di strada in questione,
l'impianto di questo cantiere
ci ha fatto quindi pensare
all'avvio di lavori di consolidamento
preannunciati di recente
dall'amministrazione comunale.
Lunedì mattina segnaliamo l’accaduto alla Soprintendenza di
Enna, la quale organizza
tempestivamente un sopralluogo per verificare lo stato dei
luoghi, sono presenti, per la Soprintendenza la
dott.ssa Pinella Marchese,
responsabile del servizio Beni
Archeologici e l'arch. Antonio
Mameli, responsabile del
servizio Beni Architettonici, per il Genio Civile il geom.
Gaetano Di Maria e per
SiciliAntica il dott. Gaetano
Marchiafava.
In quella sede si apprende che oltre al muro di contenimento in
cemento armato che
affiancherà la strada è stata
prevista anche la chiodatura con
la posa in opera di reti
metalliche su tutta la parte
sottostante la torre Pisana.
SiciliAntica da tempo sostiene
che nelle aree archeologiche
e monumentali bisogna
intervenire con estremo rispetto e professionalità,
utilizzando materiali idonei.
La tipologia dell’intervento messo in atto dai tecnici del
Genio Civile di Enna (cemento armato, reti
e chiodi!!) è inopportuna
(impatto visivo del cemento e
delle reti), dannosa (la
chiodatura crea ulteriori spaccature nella roccia e a
distanza di tempo richiede la
sostituzione a causa del
deterioramento) e non risolutiva (le rocce continuano il
loro dissesto).
Esistono altri tipi di intervento di
risanamento molto meno invasivi
e con un impatto visivo
accettabile. Basti pensare ai lavori di consolidamento e
restauro eseguiti nel
sito rupestre del villaggio bizantino di Canalotto, nei pressi
di Calascibetta, dove una
situazione molto più complicata di quella ennese è stata
perfettamente affrontata e
risolta senza l'uso di reti e chiodature visibili.
Non vogliamo più assistere inermi ad interventi assurdi
tipo quelli eseguiti nelle
grotte preistoriche di via Pergusa, nelle
necropoli di villa Farina e del
Pisciotto, alla Rocca di Cerere e alla grotta della Spezieria (e
adesso anche al castello
di Lombardia..), il nostro patrimonio archeologico è
irrimediabilmente
compromesso da fitte imbrigliature di acciaio.
La Soprintendenza di Enna, che intanto ha provveduto al blocco
dei lavori, a giorni acquisirà tutti i
carteggi relativi a questi
interventi valutando eventuali irregolarità procedurali e
riservandosi anche di
effettuare modifiche sostanziali al
progetto.
La sede di Enna di SiciliAntica seguirà scrupolosamente
l’evolversi della faccenda
dichiarando fin da adesso la
costituzione di Parte Civile nel caso in cui saranno
riscontrati gli estremi per
un'azione giuridica nei
confronti dei trasgressori.
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