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Nell’approssimarsi
del 70° anniversario dell’invasione alleata della Sicilia (10
luglio 1943) s’è svolto, nei locali della Associazione
“Paternò Tedeschi”, un affollato incontro dedicato
all’argomento. Premessa: ·
Trattandosi
di un tema da molti ritenuto “barboso”, il relatore ha
sottolineato che, alla pari delle varie materie che a pieno
titolo fanno parte dello scibile culturale (poesia, narrativa,
pittura, musica, arte, archeologia ecc.), anche la storia ha
diritto a vedersi attribuito un posto privilegiato.
Specie quando essa riguarda epoche recenti che hanno
coinvolto il nostro Paese e, magari molto da vicino o
addirittura personalmente, molti dei presenti. ·
Chi
non conosce la storia del proprio Paese è come una persona che
non sa da dove proviene e sconosce i propri dati anagrafici.
Molto peggio che un apolide. E’ un “mediocre” (come ha
detto un valente psicologo americano, riferendosi al livello
culturale di moltissimi italiani) chi non s’accosta alla
storia per pura prevenzione; costoro non hanno compreso che
tutto trae origine dalla storia e tutto fa capo ad essa;
benedetta ignoranza o maledetta presunzione? ·
L’analisi
e lo studio della storia andrebbero riproposti con
determinazione, oltre che in ambiente scolastico e accademico,
nello specifico settore operativo delle Associazioni Culturali;
per trasmettere un forte messaggio alle giovani generazioni che,
non avendo ricevuto un adeguato e obiettivo apprendimento a
livello scolastico, sono provatamente disinformate. ·
Non
è vero che la storia la scrivono i vincitori; ·
Oggi,
attraverso la libera consultazione degli archivi delle Forze
Armate (non più coperti dal segreto militare, sia per
volontaria concessione che per decadenza dei termini) e degli
organi politici di riferimento di quasi tutte le Nazioni, è
possibile avvalersi
di una infinità di informazioni al fine di ricercare la verità
dei fatti storici. ·
Questi
ultimi, quindi, possono essere studiati e analizzati a fondo
anche se, talvolta, viene fuori un quadro di gran lunga diverso
rispetto a quello comunemente noto, o recepito ….. solo per
sentito dire. ------------ Entrando in argomento il relatore s’è
soffermato, con dati alla mano, sui seguenti sintetici punti: ·
Dalla
data della dichiarazione di guerra (10 giugno 1940) la Sicilia
ebbe a subire circa 460 incursioni aeree che,
specie nel primo semestre del 1943, assunsero
caratteristiche d’inaudita violenza; ·
Il
primo bombardamento su Catania risale al giorno 6 luglio 1940
(reiterato il 10 luglio), a pochi giorni dalla dichiarazione di
guerra. ·
La
prima città siciliana bombardata fu Augusta, il 2 luglio 1940. ·
Nel
corso degli anni, Catania subì ben 87 attacchi aerei, Palermo
63, Messina 59. Il centro storico di Catania, come da foto
dell’epoca, fu gravemente danneggiato ·
Parimenti
un po’ tutti i territori delle Provincie di Trapani,
Caltanissetta, Enna, Siracusa, Agrigento) finirono,
senza ritegno e
scrupolo, sotto le bombe alleate, …
anche la piccola e insignificante Brucoli. ·
E’
ampiamente provato che, quasi sempre, gli obiettivi militari
venivano clamorosamente mancati mentre le bombe cadevano a
grappoli sui centri urbani e colpivano abitazioni e popolazioni
civili. ·
Era
prevalso il metodo dei cosiddetti “bombardamenti a tappeto”
effettuati da numerose formazioni di potenti aerei anglo
americani (fra cui le famose “fortezze volanti” B/17 –
USA) capaci di trasportare, ognuno, parecchie tonnellate di quei
micidiali ordigni che portavano, ovunque, morte e distruzione . ·
Fu
un inumano e criminale modo di condurre la guerra (peraltro
determinatamente voluto e autorizzato dai capi politici alleati
dell’epoca (fra cui Roosevelt, Churchill, Stalin, Truman ecc.)
e reso dettagliatamente operativo dai capi militari (Eisenhower,
Harris, Alexander, Patton & c.). I piloti divennero
autentici killer. ·
Esiste,
in merito, un vasto carteggio che condanna, almeno moralmente,
la follia omicida di chi decise e attuò tale tipo di guerra. ·
Il
tutto in aperto dispregio del “trattato di Ginevra” . ·
Non
si può accusare di crudeltà solo i nemici vinti (pur se rei
dei feroci e diabolici sistemi di sterminio di massa e di
ritorsione posti in atto dai nazisti di Hitler) quando da parte
dei vincitori sono stati commessi altrettanto gravi crimini di
guerra che hanno determinato l’inumano massacro di inermi
civili. ·
Solo
in Italia le vittime civili furono 64.354 e i feriti e invalidi
oltre 800/mila. Le
vittime civili della repressione tedesca dopo l’8 settembre,
originate da ben altre motivazioni - pur sempre
ingiustificabili, feroci e indiscriminate - risultano essere,
numericamente, di gran lunga inferiori e imparagonabili. ·
I
morti civili per gli attacchi condotti dagli alleati con
migliaia di aerei su Berlino, Amburgo, Dresda e altri importanti
centri abitati tedeschi si fanno ascendere (pur se
approssimativamente) ad oltre 1/ milione; anche città olandesi,
belghe e francesi furono duramente colpite, specie Rotterdam. ·
L’esecrabile
e inumana criminalità non è stata solo appannaggio dei feroci
nazisti di Hitler bensì anche degli spietati americani di
Roosevelt e Truman, degli inglesi di Churchill e dei sovietici
di Stalin. ·
Il
processo di Norimberga avrebbe dovuto accomunare tutti i
criminali di guerra, non solo quelli della croce uncinata. --------------- Altri aspetti dell’invasione alleata
della Sicilia, connessi al 10 luglio 1943, sono i seguenti: -
Solo
i tedeschi (divisioni corazzate Goering e Sizilien oltre a
diversi raggruppamenti motocorazzati e a due divisioni di
paracadutisti – di cui una in soli due giorni trasferita dalla
Francia ) - disponevano di un discreto potenziale atto a
fronteggiare lo strapotere alleato. -
Gli
italiani (pur se numericamente superiori - circa 163.000 uomini
– non avevano a disposizione che mezzi antiquati e obsoleti . -
Non
bastò quindi il valore e l’abnegazione dei reparti che per
primi affrontarono gli invasori. La Divisione “Livorno”
fu letteralmente distrutta nel corso dei duri scontri
avvenuti nella piana di Gela (lapide
apposta su Monte Castelluccio, il cui commovente testo è stato
brillantemente declamato da Orazio Costorella); -
Il
comando della VI armata (Gen. Guzzoni - da meno di due mesi
subentrato al Gen. Roatta - autore degli errati e inadeguati
piani di difesa della Sicilia oltre che del deprecato proclama
“voi siciliani e noi italiani”), trasferitosi
affrettatamente da Enna a Randazzo, aveva perso il controllo
della situazione e dopo alcuni giorni gran parte dei reparti
italiani erano allo sbando, sia organicamente che
operativamente. In
definitiva solo i tedeschi poterono opporre una valida
resistenza al dilagare delle strapotenti forze anglo americane
sbarcate nelle spiagge del litorale gelese e in quelle fra
Pachino e Avola nel siracusano. -
In
soli 39 giorni tutta l’Isola cadde in mani nemiche dopo che
s’ era delineata la “gara” fra gli americani di Patton e
gli inglesi di Montgomery per chi raggiungesse per primo
Messina. Sul filo di lana (poche ore) vinse Patton. -
Il
traghettamento attraverso lo stretto di Messina fu un autentico
successo tedesco da molti storici definito “la
Dunkerque siciliana”. ------------------ In chiusura s’è parlato
esaurientemente della collusione fra i servizi segreti americani
e la mafia siculo americana di Vito Genovese, Adonis, Costello,
Anastasia, Profaci, col
beneplacito della quale giunse in Sicilia il famoso bandito Luki
Luciano appositamente liberato dal carcere in cui si trovava.
Il contestato pseudo colonnello POLETTI - capo
dell’AMGOT e
definito “l’emiro di Palermo” - in ossequio agli accordi
segreti fra mafia e Servizi USA di Alan Dulles - fu l’artefice
del rilancio del fenomeno mafioso in Sicilia e
nominò in posti di alto interesse istituzionale molti
noti capi mafiosi (Genco Russo, Calogero Vizzini, Lucio Tasca,
Michele Navarra, Vincenzo Di Carlo, Max Mugnani, Damiano Lumia e
altri).
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Ass.
Socio-Cult. «ETHOS
- VIAGRANDE»
Via Lavina, 368 – 95025 Aci Sant’Antonio
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